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venerdì 23 gennaio 2009

Coming soon. Presto nei teatri Palermitani

Ciò che è scritto qui di seguito è quello che presto vedrete in giro...
P.S. può piacere come non può piacere, prosit.

Silenzi, ovvero Uno nessuno e…è un’indagine sulla follia. Tre volti, tre storie, tre anime, che finiscono sotto la lente inesorabile della finzione teatrale, mai così vere come in una rappresentazione scenica in grado di restituire i processi e gli inganni che sottendono all’emarginazione e ai loschi raggiri che il galateo impone verso i cosiddetti diversi. Una comoda etichetta, la pazzia, che è solo la cartina di tornasole di anime particolari, colme di coraggio, capaci di affondare la lama dell’intelletto contro le convenzioni della rispettabilità sociale. Anime come Amina, creatura sospesa tra la vita e la morte, che dal suo capezzale, creduta moribonda, osserva invece minuziosamente le avidità e le meschinerie di un parentado che la vuole morta al più presto per coronare le proprie personali grettezze. Anime come Belluca, impiegatuccio di provincia, travet malandato di giorno, che la notte, complice il buio e la fantasia, si trasforma in un esploratore di mete innumerevoli, che sfilano davanti ai suoi occhi, come dolci miraggi, resi deliziosi dal fatto che non potranno mai davvero essere raggiunte. Anime come la vedova di Luigi Pirandello, maschera dolente di donna tradita, che ha vissuto della vita riflessa di un marito ingombrante, attraversato da paturnie creative e umori bizzosi. Una donna che, vicina simbolicamente a lui, seduta accanto al busto del celebre scrittore, piange e ricorda aneddoti della loro infelice vita matrimoniale. Una vita che, nello spregio di quanti ormai la considerano soltanto una cariatide, un relitto di donna, cela invece un cuore nobile e una tempra inossidabile, avvolta in un velo di malinconia e di struggente tenerezza. Unite da un ideale filo narrativo e dalle stesse cromie emotive, le storie dei tre personaggi trovano nella musica e nel commento corale di classica memoria, un afflato univoco, che sembra sussurrare ad ogni momento: i veri folli non siamo noi, ma siete voi, voi che applaudite. Concepito da Paolo Enrico Bono, che ne cura anche la regia, e da Francesco Lo Dico e Deborah Pirrera, che ne hanno sviluppato il copione, Uno nessuno e…Silenzi, rielabora in chiave sperimentale due novelle di Luigi Pirandello. Lo scrittore italiano, che più di ogni altro, seppe restituire al reale tutta la sua allucinata surrealtà. L’Associazione Nexus, attiva da più di dieci anni, ripropone uno dei suoi maggiori successi, che continua a riscuotere il plauso della critica e del pubblico. Per il socio fondatore e regista, Paolo Enrico Bono, uno nessuno e...Silenzi, è l’ennesima occasione per presentare l’attività culturale dell’associazione Nexus, impegnata nella promozione di giovani talenti, attività teatrali, cinematografiche, artistiche e giornalistiche. Silenzi ha un solo obiettivo: ridare libertà di parola ai sognatori, oggi sempre più ai margini di questa società vettoriale, che ha come unica ispirazione la squallida solidità del business.


giovedì 15 gennaio 2009

MISILMERI ABBRACCIA L’ANDALUCIA

È dall’anno scorso che si tenta un gemellaggio con qualche cittadina della penisola iberica e finalmente, almeno sembra, ci siamo. Arcos de la Frontera.
Incuriosito vado alla ricerca di siti internet che parlano della cittadina e trovo descrizioni che mi riempiono di entusiasmo. Ma allo stesso tempo fanno nascere in me, misilmerese, un senso di “paura”.
Leggo: ARCOS DE LA FRONTERA, CADIZ. “Città fatta per la letteratura, a metà tra storia e leggenda, è rifugio e culla di scrittori e poeti, come Jesús de las Cuevas, che la definì “una nube caduta all’improvviso dal bordo della roccia, delirio e candore verso il cielo”… Si trova a nordest della provincia di Cadiz e costituisce uno degli esempi migliori di paesini situati in alto, occupa la vetta e la falda di una rupe situata al margine destro del fiume Guadalete. La sua altitudine va dai 50 metri sulla riva del fiume ai 195 dalla base del castello. È la porta d’accesso ai Pueblos Blancos...Luogo d’insediamento di romani, visigoti e arabi, Arcos possiede uno dei più belli centri storici di tutta la Spagna. Dichiarato Monumento Storico Artistico Nazionale nel 1962, il sontuoso tracciato delle sue strade, di chiara influenza araba, è arricchito dagli influssi posteriori alla riconquista cristiana.” (http://www.sevillaonline.es/italiano/andalusia/cadice/arcosdelafrontera.htm)

Scusate gli errori, ma l’ho preso così com’era scritto, ndr.


La suddetta cittadina è gemellata con Anticoli Corrado, cittadina famosa per aver ospitato artisti di tutto il mondo più o meno famosi, e per le sue donne, ritratte dai suddetti. Inoltre Anticoli Corrado ha una piccola galleria d’arte moderna, visitata da me, ndr, con quadri di notevole valore artistico.
Io amo Misilmeri, ci vivo e cerco giornalmente di fare qualcosa di buono per il mio paese, ma mi sono sentito impreparato, inadeguato ed altro ancora. Non è per un discorso che gli altri sono sempre migliori o ciò che succede fuori è meglio di ciò che succede qui da noi, no! Nella condizione in cui verte il nostro paese, attenzione, non parlo di amministrazioni varie ed eventuali(questo richiederebbe tempi, spazi e modi oppurtuni), ma parlo dello status del paese. Onestamente, e sfido chiunque a dire il contrario, abbiamo un centro storico inesistente, ormai soffocato da “mostri” del peggior abusivismo edilizio, strade, che a confronto Beirut, durante il conflitto, aveva le “gran via de Madrid” rimanendo appunto alla penisola iberica, monumenti che cadono a pezzi, e quelli integri, martoriati dai graffiti di writer della peggiore specie, nel senso che non sanno neanche disegnare, almeno uno potrebbe trovare il lato positivo. A questo punto mi sono chiesto:cosa succederà adesso, visto che partirà una delegazione misilmerese per andare a visitare Arcos per un primo incontro, e seguirà la visita degli andalusi nelle nostre terre?. Spero vivamente che il nostro paese si rifaccia il trucco e tiri fuori il proprio orgoglio, per poter dare il meglio di se, e gli andalusi vadano oltre le apparenze e ne apprezzino le qualità, anche quelle che non sono visibili agli occhi.
Sono ottimista! W MISILMERI, OLE’

lunedì 12 gennaio 2009

«Non chiedetevi cosa può fare il vostro paese per voi. Chiedetevi che cosa potete fare voi per il vostro paese.»


Leggendo un po’ in giro sui blogs cittadini, mi imbatto continuamente in post che non fanno altro che attaccare le istituzioni,le amministrazioni etc., etc. Poi a seguire altri post di ferventi cristiani che parlano di domeniche d'Avvento, di battesimi vari ed eventuali di Cristo, esorcismi, morti giovanili, missioni popolari e, qualora ne avessimo ancora bisogno, di pulizie di luoghi "sacri"con tanto di sottolineatura: siamo stati noi cittadini credenti...Vi prego. Non sono qui a fare una contro-crociata verso nessuno, non ritengo più di appartenere a qualche colore politico, ma credo che Misilmeri, o meglio i misilmeresi, dovrebbero guardarsi meglio allo specchio prima di sparare sentenze. Spesso mi trovo a passare per via Palmerino, ‘a muntata per intenderci, dove la spazzatura dà un caldo e profumato benvenuto al passante incauto. Bene, a pochi metri di distanza ci sono i contenitori, e, vi assicuro, spesso vuoti, ma NOI diamo la colpa all'Amministratore...per non parlare delle auto che si parcheggiano all'inizio della suddetta via, intasandone il traffico. Ma noi diamo la colpa ai VV.UU. e all'amministrazione. Quando ci troviamo una multa sul parabrezza, allora ci incazziamo e diamo la colpa alle istituzioni.

Un altro episodio interessante: mi trovavo seduto davanti a un bar su viale Europa. Un giovane uomo esce dalla sua vettura e, facendo le pulizie di primavera, svuota posacenere, pacchetti vuoti di sigarette, cartacce varie di qualche pasto consumato velocemente, bicchieri e bottiglie di birra di varie marche. Esattamente sul marciapiede antistante al bar, anche se a pochi metri c’è un cestino per i rifiuti e alle sue spalle un contenitore comunale per la spazzatura. Senza offendere la sensibilità del giovane, cautamente gli faccio notare che gli è caduto "qualcosa". Risultato: “fatti i c...i tuoi!”. Allora anche io mi sono ritrovato a dare la colpa all'Amministrazione...il giovin signore è figlio di una delle famiglie "bene" di Misilmeri. La cosa divertente è che si parla di questo “animale” come di un esempio di virtù cristiana e civica e, a sentire i genitori, di un santo…

Qualcuno diceva: chi non ha peccato scagli la prima pietra. Ed è finito come tutti ben sapete...Le missioni popolari le dovremmo fare in un altro senso. Forse c'è bisogno di un senso inverso, che non sia solo l'ultima novità del Comune che cambia i sensi di marcia delle vie cittadine.


domenica 11 gennaio 2009

Massimo Bonanno, re per una notte.

È stata inaugurata ieri, sabato dieci gennaio, nella splendida cornice de “l’arsenale delle apparizioni” di Casteldaccia, la personale, Labirinti vitali, di Massimo Bonanno. Un percorso fatto di emozioni visive, calde atmosfere e amichevoli conversazioni hanno accompagnato i visitatori, numerosi, accorsi da ogni parte della provincia palermitana, e non solo. La kermesse è stata sottolineata da quattro momenti,che hanno cadenzato l’avvenimento. Dall’accoglienza affettuosa dello stesso artista, che ha accompagnato i visitatori lungo i suoi personali labirinti, alla presentazione ufficiale della mostra, introdotta magistralmente, dalla padrona di casa, Silvia Martorana Tusa, la quale, con parole ricche di trasporto, ha sottolineato il suo orgoglio di ospitare le opere dell’artista. A seguire nell’intervento Marianna Ippolito, che ha parlato del percorso artistico di Massimo Bonanno, attraverso metafore e aneddoti. Dopo un piccolo rinfresco, dove ciascun visitatore si è potuto confrontare con gli altri raccontando le proprie emozioni, la manifestazione è stata chiusa con una performance art “Nascita”, dove, le opere dell’artista hanno preso vita in una suggestiva interpretazione di teatro/danza,sottolineando appunto l’atto del nascere, di cui il lavoro dell’artista è pregno.le opere romarranno in mostra all'arsenale delle esposizioni fino alsei Febbraio.



giovedì 8 gennaio 2009

A Casteldaccia i labirinti vitali di Massimo Bonanno

Pagine in bianco da riempire: è questo ciò che viene in mente guardando i quadri scultura di Massimo Bonanno, in mostra da sabato dieci Gennaio al sei Febbraio, in via Lungarini,21, presso l'Arsenale delle esposizioni di Casteldaccia. La kermesse dell'artista misilmerese induce il visitatore a riempire di vita, esperienze, aneddoti, dolori e amore,le opere esposte, lungo un percorso fatto di “labirinti” nel quale lo stesso autore tenta di trovare una via di fuga o d’entrata. Tutto ciò che ci viene negato o concesso, celato o manifestato Massimo Bonanno lo descrive con semplicità artefatta, con contrasti lineari. In poche parole, labirinti umani, nei quali l’uomo ricerca il proprio essere, se non addirittura la propria anima. Forti contrasti bianco-nero, china, gesso, plastilina il tutto mescolato con l’esigenza di appartenere, di vivere. Corpi senza volto, senza vestiti, alla ricerca di una identità non ancora perduta ma da scoprire, da identificare, da amare. Smarrimento e benessere sono le sensazioni che si avvertono davanti alle opere, voglia di completare ciò che in realtà non ha bisogno di aggiunte, colorare, ciò che invece ha la pianezza e la totale assenza di colore.

Dopo anni di lavoro, Massimo Bonanno è riuscito a far emergere
con tratti leggeri e delicati, quella che per tanto tempo è rimasta sopita:la sua anima.